venerdì 21 settembre 2007

Gnocchi di Ricotta, veloci veloci!


se avete già fatto i gnocchi alla zucca, fare questi gnocchi è un gioco da ragazzi.
Tempo d'esecuzione: 20 min!
Io gli ho fatti ieri in pausa pranzo, a dir il vero dovevo lavorare,
ma non riuscivo a raccogliere i pensieri e a sbrogliare il casino che avevo in testa,
quindi devo ammettere che lavorare con le mani l'impasto morbido, fare tanti bastoncini rollando la pasta sul tavolo, tagliare l'impasto a tocchetti, ed infine gustarmi un buon piatto di gnocchi morbidi, sodi, semplici semplici mi ha dato quel tocco di soddisfazione giusto per riprendere il lavoro e risolvere i garbugli.

Sembra uno SPOT per i gnocchi, vero? :-D
In realtà non è così strano questo effetto, un'amica di carissimi amici, americana, aveva ricevuto dal suo psicologo istruzioni ben precise su come fronteggiare lo stress: lavare i piatti; (se non avessi la lavastoviglie e se conoscessi questa ragazza, l'inviterei volentieri a trascorrere una vacanzetta a casa mia, sai che divertimento farla arrabbiare tutti i giorni ed in cambio avere la cucina sempre in perfetto ordine??!!)

A parte le cacchiate che scrivo, qualunque sia il vostro modo per ritrovare l'equilibrio (sempre che lo si voglia :-)
fatevi 'sti gnocchi, mi hanno così entusiasmato che li rifarò domenica, magari con un sugo leggero al pesce.


premessa: ovviamente ho adattato la ricetta, un po' per distrazione (ho sbagliato, invece di 2 tuorli ho messo 2 uova intere, 8-))
un po' per il mio solito "sentimento" o "intuito" o che ne so, che mi fa cambiare gli ingredienti.

la ricetta originale la trovate qui, da Titti

ingredienti: (per 4 persone che mangiano!)
400gr di ricotta asciutta (io ho usato una ricotta di mucca prodotta a Travesio, un bel paesino nelle "mie" montagne friulane)
230-240 di farina
2 uova intere (ma le mie erano piccole)
una manciata di grana grattugiato
grattatina di noce moscata
sale
pepe



Procedimento: Impastare con le mani gli ingredienti, finché si otterrà un panetto morbido, quindi fare dei bastoncini da 1,5 cm di diametro rollando sul tavolo infarinato e tagliare creando dei cilindretti,
e disporli in vassoi infarinati o su canovacci infarinati.
Quando l'acqua bolle, cuocerli finché non saliranno in superficie,
condire con burro fuso con la salvia e semini di papavero, se vi piace una grattugiata di ricotta affumicata.



Ma guardate questo gatto, che stressato che è, non vi pare?
quante preoccupazioni...povero piccolo, e le farfalle da inseguire, e fare a botte con l'altro gatto, e infastidire il cane, e la pappa che non è mai abbastanza, eh che vita dura!

lunedì 3 settembre 2007

Polpo con crema al prezzemolo e patate


Una ricetta semplice semplice, fresca, perfetta negli ultimi giorni di caldo per un pranzo all'aperto.
L'unica attenzione è ottenere un polpo morbido, e per questo uso un trucco;
L'ormai stra-conosciuta tecnica di lasciarlo raffreddare nella sua acqua, per me non si è sempre rivelata vicencente,
tante volte mi capitavano polpi duri e/o gommosi anche dopo una notte nella loro acqua di cottura,
invece immergendo velocemnte il polpo nell'acqua bollette per 3 volte, (dentro-fuori) non ho mai avuto brutte sorprese.

Ingredienti (sono tutti ad occhio):
1 polpo grande o 2 piccoli
4-5 patate novelle
un mazzetto di prezzemolo
sale, olio d'oliva, pepe, limone quanto basta.

Procedimento:
Preparare l'acqua bollete per il polpo.
Nel fratttempo, lessare le patate un po' al dente.
Quando l'acqua bolle, immergere velocemnte il polpo per 3 volte,
poi lasciarlo cuocere nella pentola con il coperchio finché non sarà tenero (40-50 min circa).
Quando le patate si saranno lessate, lasciatene una fuori e le altre fatele raffredare in frigorifero.
Quando il polpo si sarà raffreddato, togliere la pelle e tagliarlo a fettine, poi condirlo in una terrina con un po' di succo di limone, olio, pepe, sale.
Grattuggiare le patate fredde di frigo con la grattugia dai buchi larghi, e disporle nei piatti.
Lavate e asciugate il prezzemolo e frullatelo con la patata rimasta, qualche cucchiaio di olio e un pizzico di sale.
Disporre il polpo condito sulle patate grattuggiate, e versare a parte la crema di prezzemolo e patata.
Noi l'abbiamo accompagnato con un vino bianco profumato e sapore asciutto, il Soave DOC delle valli veronesi;
non so se è il vino più consigliato per il polpo, ma a noi c'è piaciuto un sacco.

venerdì 17 agosto 2007

Crème brûlée alla lavanda - Provenza II° parte


Dopo una vacanza come si deve in Provenza, la ricetta con la lavanda ci sta tutta.
Visto che ci siamo, condisco il tutto con qualche foto e qualche indirizzo di Aix En Provance...dovesse mai essere utile.

Ingredienti:
8 tuorli
100 gr di zucchero
500 ml di panna fresca
un pizzico di vaniglia (rapunzel, di sicuro :-) ) o i semini estratti dalla stecca
zucchero per caramellizzare alla lavanda:
basta lasciare per qualche settimana il barattolino dello zucchero chiuso con qualche fiore secco di lavanda, poi togliere i fiori e lo zucchero profumato è pronto!




Procedimento:
Preriscaldare il forno a 150°;
Sbattere i tuorli -meglio se sono a temperatura ambiente- con lo zucchero finché diverranno bianchi e spumosi,
aggiungere la panna e la vaniglia, mescolando senza inglobare aria nel composto (non sbattere!) eventualmente schiumare le eventuali bollicine che si formeranno in superficie;
questa operazione è molto importante, altrimenti durante la cottura in forno la parte con le bollicine verrà in superficie e si separerà dalla crema, acquisendo un sapore decisamente frittatoso.
Trasferire la crema ben liscia nelle coppettine individuali, io ne ho utilizzate 8, precedentemente immerse in una teglia con acqua - 2 dita - per la cottura a bagno maria;
Infornare per 1 oretta circa, finché ai lati la crema si sarà solidificata, ma al centro dovrà restare morbida;
Togliere dal forno e far raffreddare nella teglia con l'acqua, quindi riporre in frigorifero per almeno 2 ore.
Al momento di portare in tavola, spolverizzare con lo zucchero alla lavanda la superficie, 1 o 2 cucchiai, e bruciare velocemente con il cannello o se ce l'avete usare il ferro apposito (io ho comprato il cannello e mi trovo bene, lo uso anche per la catalana).
Servire subito.

giovedì 9 agosto 2007

Pollo al Rabarbaro - Provenza I° parte


Ehm...mi sento un po' in colpa nei confronti di chi è passato di qua negli ultimi 2 mesi, e ha trovato sempre i soliti biscotti; un amico mi ha chiesto se sto mangiando solo canestrelli da un mese e 1/2 a sta parte!
Come iniziare, ecco, giugno è stato un "boito" come dicono a Venezia, un po' di vacanze al mare, ospiti Monachesi, ancora un po' di mare, inizio a correre al parco, tanto sonno, sfamo due piccolini di merlo trovati in giardino (ora sono grandi, bellissimi, svolazzano sugli alberi con il loro papà, peccato non averne una foto :-( )
Luglio vacanze in Provenza (ma guarda), niente campi di lavanda, ma tanto bordeax, creme brulé, tartare e musica.
Rientro con nostalgia canaglia, Aix en Provance, Arlé, Avignone mi sono entrate nella testa (e nello stomaco :-D ) e non riesco a pensare ad altro;
cerco di consolarmi con lo shopping fatto, ancora bordeaux, chateau, "Coulissons" i dolcetti di Aix, formaggi puzzoni mangiati con miele di rosmarino e ella lavanda, un po' di champagne, qualche macaron, abbondante creme brulé alla lavanda ed ancora champagne;
Devo dire pancia piena mi sento un po' meglio.
Allora penso al rabarbaro, ne ho comprati 2 kg, ecchecavolo qui non si trova, e ad Aix per compralo mi son svegliata alle 7, sono andata in pellegrinaggio al mercato implorando Rhubarbe.. ; insomma, per mesi avevo fatto la lista della spesa da fare in vacanza, il rabarbaro era in cima, non potevo tornarmene a casa senza.

L'idea inizale era di preparare il coniglio al rabarbaro, solo che mi mancava il coniglio, quindi, ho optato per il pollo, giovane e ruspante.

ecco la ricetta:

Ingredienti
1 pollo
1/2 kg di rabarbaro (la qualità con il gambo rosso è migliore)
vino bianco secco 1 bicchiere circa
1 cucchiaino di zucchero
1-2 spicchi di aglio
sale, olio extra vergine q.b.



Procedimento
Nella padella versate qualche cucchiaio d'olio e gli spicchi d'aglio, far colorare leggermente l'aglio e poi toglierlo, quindi far rosolare i pezzi di pollo finché saranno dorati da tutti i lati,
sfumare con il vino; aggiungere il rabarbaro a pezzi (predentemenre lavato e mondato, va sfilettato tipo il sedano), il sale, lo zucchero e se volete un po' di pepe.
Cuocere senza coperchio a fuoco medio-basso finché la carne sarà ben colorata e tenera (circa 1 oretta), e l'acqua del rabarbaro si sarà asciugata.
Ah, noi l'abbiamo mangiato anche freddo, buonissimo -

sabato 16 giugno 2007

Biscotti Canestrelli


Era da un po' di tempo che avevo voglia di fare dei biscotti, i classici biscotti da colazione, da pucciare nel caffè o nel tè;
ed ecco che mi capita l'occasione con la ricetta passatami dal Dabino, presa da S.&P. del novembre'06, quindi ho passato la domenica pomeriggio a far biscotti, che devo dire si sono conservati molto bene, fragranti e profumati, anche per i 3-4 gg successivi, chiusi in un barattolo ermetico.
Nota: cerco di utilizzare il meno possibile gli aromi artificiali, altrimenti perché farsi in casa i biscotti o qualsiasi altra preparazione se poi uno usa aromi prodotti sinteticamente?
Quindi non uso la vanillina, uso i baccelli oppure questa favolosa vaniglia Bourbon in Polvere, ottenuta dalla macinazione delle "silique" intere, marca Rapunzel;
acquisto felice devo dire vista l'ottima resa del prodotto e la serietà nonché l'impegno dell'azienda nel produrre e sostenere coltivazioni organicamente controllate nonché per un commercio equo e solidale con i paesi in via di sviluppo. (Ok, non l'ho verificato di persona, ho visto le cerficazioni riportate nel sito, e sono così risalita ai certificatori, per quanto posso aver capito sembrano far seriamente il loro lavoro)
Eccola:

Ingredienti per circa 25 biscotti:
- 180gr di farina
- 100gr di burro
- 60gr di zucchero
- 1 tuorlo
- un pizzico di polvere di vaniglia o di semini
- un pizzico di sale
- 1 cucchiaino di lievito in polvere (anche per questo, preferisco usare quello composto da bicarbonato e cremor tartaro, così non si sente il retrogusto acido)
- zucchero a velo q.b.

Procedimento:
Disporre la farina a fontana, aggiungere il tuorlo, il burro a pezzetti e a temperatura ambiente, il sale, la vaniglia, il lievito ed impastare velocemente (il mio impasto risultava un po' secco, quindi ho aggiunto un po' di albume), avvolgere nella pellicola e riporre in frigo per almeno 1/2 ora.
Stendere la pasta sul piano infarinato, fino ad avere un'altezza di 3-4 mm, tagliare con gli appositi stampini, informare sulla teglia rivestita con carta da forno, nel forno preriscaldato a 180° per 10-12 min. (non devo diventare scuri, solo un po' dorati), spolverare con lo zucchero a velo e far raffreddare.
Conservare in barattoli ermetici.

domenica 27 maggio 2007

Fiori di zucca con pastella "cresciuta"


Anni fa assaggiai a Napoli, le paste "cresciute", frittelle di verdure ma non solo - anche alghe e pescetti se non ricordo male - gonfie come paninetti ma croccanti e morbide allo stesso tempo...beh, me ne ero quasi scordata, finché l'altra sera, ho raccolto nell'orto dei mei questi fantastici fiori di zucca, belli gonfi nonostante la pioggia incessante (nota: nell'insieme ero un po' buffa, alle 8 di sera, con pioggia martellante, ombrello, macchina fotografica, mani piene di zucchine e fango dappertutto..però l'orto dei miei è così bello che non resistevo, dovevo fargli una foto!);


insomma, questi fiori si meritavano una degna frittura, quindi m'è venuta la brillante idea di provare la pastella napoletana, che altro non è se non l'impasto base della pizza, ma un po' più liquido - io ho usato 200 gr di farina, 12 gr di lievito di birra, un pizzico di sale e acqua q.b. fino ad avere una pastella fluida, poi ho lasciato lievitare fino al raddoppio.

I fiori si possono riempire come uno desidera, io c'ho messo solo un po' di scamorza, ma ci possono star bene acciughe, prosciutto, formaggi vari..semplicemente va tolto prima il pistillo, stando ben attenti a non rompere il fiore, poi lo si imbottisce e si passa nella pastella, in modo che sia ben ricoperto, e si frigge nell'olio d'oliva bollente in una padella profonda - io ho usato il wok - , pochi fiori per volta perché poi la pastella si gonfia tanto, tipo frittellone, inoltre l'olio rischierebbe di raffreddarsi troppo;
Far scolare bene nella carta per fritti e mangiare subito..

sabato 12 maggio 2007

Clafoutis di Cilegie


Finalmente sono arrivate le ciliegie, e aspettando quelle dell'albero di mamma e papà, ho fatto un affarone: 1 kg di ciliegie a 2,90, e per giunta buone!
Per prima cosa ho pensato bene di fare il clafoutis, già da tempo tenevo da parte la ricetta, aspettando il momento giusto.
Questo dolce ha un aspetto molto semplice, rustico direi, l'impasto è molto morbido, resta un po' umido e profumato di burro con uno spiccato sapore di crema all'uovo - motivo per il quale molte persone trovano il dolce un po' "frittatoso".
In verità, le ciliegie, nella versione originale, andrebbero lasciate con l'osso, ma siccome qui a casa siamo un po' sbadati, per non rischiare il soffocamento da osso di ciliegia o più semplicemente rottura di un pre-molare (eh, mi è già successo :-O ), non ho seguito la ricetta tradizionale me ho denocciolato le ciliegie, e ne ho tenute 10-12 integre con il gambo, giusto per visualizzare quelle pericolose...

ingredienti:
500 gr di ciliegie mature
150gr di zucchero
3 uova intere
1 tuorlo
80gr di burro
70gr di fecola
baccello di vaniglia

procedimento:
imburrate e spolverizzate con 1 cc. di zucchero uno stampo tipo pirofila che vada bene anche da portare in tavola, quindi disporre sul fondo le ciliegie pulite e denocciolate.
Preriscaldare il forno a 180°.
Sbattere, fino ad ottenere una crema, lo zucchero con il burro, poi unire le uova e il tuorlo, i semini di vaniglia, ed infine la fecola setacciata.
versare sulle ciliegie il composto e aggiungere qualche ciliegia integra con il gambo.
Infornare, finché la superficie si sarà colorita per bene.
Togliere dal forno e spolverizzare con zucchero semolato.

Visto che ci sono, metto anche una foto di lei, la moglie del piccolo aiutante di babbo natale, che è stanchissima, povera, perché ha spettato speranzosa che qualche ciliegia mi scappasse durante la denocciolatura,
lei è Alice:

e visto che ormai sono ot, metto anche lei: